L’adulto di oggi è frutto del bambino che siamo stati
L’adulto di oggi è frutto del bambino che siamo stati

Chi arriva in Psicoterapia di solito lo fa per sofferenze, dolori, difficoltà di oggi. Ma sono emozioni e vissuti che vengono percepiti come “eccessivi” rispetto alle situazioni presenti, quasi “troppo” forti per gli adulti di oggi.

Quando questo accade, quando sentiamo che ciò che stiamo vivendo è “troppo” per noi, molto probabilmente il presente ha creato un elastico con il passato, qualcosa nella situazione di oggi ci riporta indietro nel tempo, a qualcosa che abbiamo vissuto, sentito, percepito e deciso da bambini.

Il lavoro, lento e paziente, della psicoterapia è quindi questo: portare alla luce il Bambino che dentro di noi sta provando quelle emozioni, ascoltare i suoi pensieri e contattare le sue percezioni.

Il Bambino piano piano, in uno spazio nuovo e sicuro, potrà sentirsi libero di esprimere se stesso, con quello che c’è, qualunque cosa sia.

Il passo successivo è aiutare quel Bambino a parlare con il suo Genitore (non il genitore reale, che a volte non c’è neanche più, ma il Genitore che ognuno di noi porta dentro se stesso, in parte vicino al proprio padre, in parte simile alla propria madre).

Il Bambino può allora esprimere rabbia verso quel Genitore che non gli ha permesso di sentire ed essere se stesso. Oppure può provare paura portando alla memoria episodi che lo hanno spaventato Là ed Allora nel passato. Oppure tristezza per momenti e gioie persi o non vissuti.

Quello che il Bambino impara, piano piano, a fare è portare alla consapevolezza quello che sente e pensa, comunicarlo e stare in contatto con quello che succede.

E cosa accade dopo? Come si può “guarire” a questo punto?

Il passo cruciale è quello in cui l’adulto di oggi, in sintonia con il suo Bambino ed il suo Genitore, sceglie per se stesso la strada da seguire, decide chi vuole essere, cosa vuole provare, quale modo sente più vicino a se stesso per stare nel mondo. Lo fa accettando i limiti dei suoi genitori del passato, allontanandosi da ciò che gli ha fatto male, osservandolo dall’esterno, come qualcosa che non può essere modificato ma solo accolto. Impara a fare pace con i suoi genitori del passato, ad osservare anche i loro limiti, le vulnerabilità del Bambino che loro stessi portano dentro se stessi, le fragilità non elaborate che li hanno portati ad essere genitori imperfetti.

Il perdono a questo punto salva!

Perdonare i propri genitori.

Perdonare se stessi.

Nessuno di noi è perfetto. Il potere e la responsabilità che abbiamo sono quelli di vivere pienamente il presente, il Qui ed Ora, senza farci condizionare dal passato, dal Là ed Allora. Ascoltare e dare voce al proprio Bambino interiore, al proprio Genitore buono a cui impariamo a dare voce dentro di noi, per poter fare in modo che l’Adulto in noi sia consapevole di sé istante per istante e possa vivere intensamente ogni momento della sua vita, prendendo decisioni per il proprio bene, scegliendo la strada verso il proprio benessere, stando in contatto con le fatiche e le sofferenze, così come con le gioie e le gratificazioni di Oggi, a contatto sempre con il Qui ed Ora.

Un viaggio alla scoperta di se stessi, dando energia ad ogni parte di sé, valorizzandosi e amandosi per quello che si è, perdonando e lasciando andare quello che avremmo voluto fosse diverso.

 

Dottoressa Maddalena Genco
Psicologa e Psicoterapeuta

Spazio Kameie

 

NOTE: Bibliografia di riferimento per approfondire la teoria degli Stati dell’Io:
  • Ricardi F, 2007, “L’Analisi Transazionale. Il sé e l’altro”, Xenia
  • Stewart I., Joines V, 2012, “L’Analisi Transazionale”, Garzanti